Un viaggio tra video spettacolari e animazioni per far conoscere ai più giovani il mondo sottomarino di alcuni degli animali più carismatici del pianeta, i cetacei: è il documentario didattico “Giganti del Mediterraneo”, realizzato come parte del progetto “Savona, città dei Cetacei”, principalmente finanziato dalla Fondazione Agostino De Mari. Pensato per i più giovani, e in particolare gli studenti delle classi elementari e medie, il video raccoglie i due anni del lavoro portato avanti dalla Fondazione CIMA, da Menkab: il respiro del mare (che insieme a Artescienza ha curato soprattutto le riprese degli abitanti del Santuario) e di Gargagnan Film, responsabile del montaggio e delle attività di post-produzione.
Il documentario è stato presentato con una diretta streaming che ha visto partecipare Anna Cossetta, direttrice della Fondazione Agostino De Mari, il Rettore dell’Università di Genova Federico Delfino, il Segretario esecutivo dell’Accordo Pelagos Costanza Favilli e tre rappresentati dei partner di progetto (Massimilano Rosso per Fondazione CIMA, Elia Biasissi per Menkab: il respiro del mare e Diego Scarponi per Gargagnan Film). L’incontro online ha inoltre ospitato un intervento registrato dell’assessore della Regione Liguria Giacomo Giampedrone.
L’incontro è stato aperto da Luca Ferraris, presidente della Fondazione CIMA, che descrive così il documentario: «Questo è un prodotto che vuole innanzitutto stimolare la curiosità, il carburante dei ricercatori ma anche l’aspetto emozionale con cui le ragazze e i ragazzi interagiscono con l’ambiente e attraverso cui possiamo stimolarli a preservarlo. E, attraverso “Giganti del Mediterraneo”, cerchiamo di rispondere alle tantissime domande che spesso vengono dagli studenti: noi abbiamo cercato di condensarne le risposte in pochi minuti, che però speriamo abbiano il potere di emozionare gli ascoltatori».
Il documentario è incentrato sui cetacei che popolano le acque del Santuario Pelagos, un’area marina protetta che comprende il mare tra Italia, Monaco e Francia e ospita otto diverse specie di cetacei (alcune delle quali classificate a rischio di estinzione). Le riprese effettuate dai ricercatori durante le uscite di monitoraggio, le straordinarie animazioni di Mira Video Art e le “voci” del mare (curate dall’associazione eConscience) permettono di raccontare le loro principali caratteristiche biologiche, dalla tassonomia, all’alimentazione e alla comunicazione: come allattano questi animali? Quanto può essere potente il soffio attraverso cui espellono l’aria? Quali sono le principali differenze tra le specie? Come “parlano” tra loro?
E non solo, perché la seconda parte del video è interamente dedicata alle minacce cui le attività antropiche sottopongono i cetacei e i modi in cui ciascuno può tutelarle. Dall’inquinamento acustico agli urti con le imbarcazioni, dalla plastica all’intrappolamento con i mezzi da pesca illegali, infatti, sono molti gli elementi che stanno danneggiando in modo anche severo le popolazioni di questi grandi predatori, ed è essenziale trovare strategie per tutelarli. Il primo e più importante passo in questa direzione è la conoscenza: «La conoscenza scientifica può tradursi in una consapevolezza più profonda dell’ambiente che ci circonda, in cui viviamo, e solo così possiamo riuscire a sviluppare un vero senso di appartenenza. Ed è questo il pensiero alla base del nostro lavoro», commenta Anna Cossetta, direttrice della Fondazione Agostino De Mari.
Concorda Federico Delfino, Rettore dell’Università di Genova, che ha mantenuto viva la collaborazione con la Fondazione CIMA: «Lo scopo delle nostre istituzioni è anche quello di far passare un messaggio alle nuove generazioni: la relazione che l’essere umano ha con la natura va completamente ripensata. Questo progetto è un elemento di valorizzazione di un bene meraviglioso di cui disponiamo, il Mar Ligure. La nostra università offre oltre 250 corsi, tra cui 12 corsi di laurea, riguardanti il mare; questo documentario può essere uno strumento importante per avvicinare gli studenti allo studio e alla ricerca in ambito marino, oltre a rappresentare un elemento di valorizzazione territoriale per la nostra regione».
«Il territorio della Liguria è infatti protagonista di questo documentario, che ci ricorda non solo le sue bellezze ma anche quanto sia ricco di biodiversità. E tra le molte specie che lo popolano, i cetacei sono non solo animali affascinanti ma anche fondamentali per l’ecosistema stesso», commenta l’assessore Giacomo Giampedrone.
«Lo scopo del Santuario Pelagos è proprio preservare l’integrità di questo ecosistema, permettendo una convivenza con le attività antropiche. L’Accordo Pelagos, firmato ormai vent’anni fa, ha permesso l’istituzione dell’area, e si sta dirigendo verso una nuova fase, che avrà inizio a gennaio 2022 con l’entrata in vigore del nuovo Piano di gestione, che coinvolgerà non soltanto le Parti dell’Accordo, ma anche le istituzioni, i partner e i cittadini che abitano l’area. L’intento è quello di creare nuove sinergie e rafforzare quelle esistenti in modo che tutte possano contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Accordo» ha aggiunto Costanza Favilli, Segretario esecutivo dell’Accordo Pelagos. «In questo, un ruolo fondamentale lo avrà la comunicazione, elemento fondamentale anche per le attività di sensibilizzazione e formazione. Questo documentario è un buon esempio in tal senso per la completezza, la qualità e la chiarezza dei messaggi che veicola».
«Nonostante il progetto sia nato prima della situazione pandemica che ha imposto alle scuole diverse attività a distanza, questa tipologia di coinvolgimento degli studenti per far loro apprezzare e conoscere il mondo marino e dei cetacei in particolare, ha trovato un aspetto ancora più importante visti i tempi attuali», commentano Giulia Calogero, presidente di Menkab: il respiro del mare, Diego Scarponi di Gargagnan Film e Massimiliano Rosso, ricercatore della Fondazione CIMA. «Con questo video, che ha raccolto anche la sinergia di diverse realtà dello stesso territorio, sarà così possibile portare un po’ del nostro mondo nelle classi di tutti gli studenti… e non solo».