Da sempre l’arte interpreta e sintetizza lo spirito del tempo.
I quadri di Beppe Schiavetta, pur essendo ispirati ad una storia che risale a 4000 anni fa, sono intrisi delle realtà del “nostro” tempo, e si fanno portatori di un comune sentire.
Il cambiamento climatico, i disastri naturali, la lotta per le risorse e gli squilibri ambientali oggi come 4000 anni fa dominano questo panorama. Lo stesso che con il nostro lavoro di ricercatrici e ricercatori siamo chiamati/e a studiare, analizzando le complesse e multiformi connessioni esistenti, ora come allora, tra i cambiamenti climatici, le guerre e le migrazioni e tanti altri fenomeni.
La rappresentazione artistica in questo caso arriva a toccare il processo scientifico, e lo fa con il grande merito di comunicare la priorità di queste tematiche attraverso gli stati emotivi che solo l’arte è in grado di suscitare, arrivando a farci comprendere su un piano diverso da quello razionale la drammaticità di problematiche prioritarie nelle agende pubbliche e mediatiche a livello internazionale.
Ringrazio il Maestro Beppe Schiavetta per aver voluto promuovere attraverso le sue Opere le nostre sfide, che per essere affrontate, oggi come 4000 anni fa, hanno bisogno anche del contributo dell’arte.
Luca Ferraris Presidente di Fondazione CIMA